Recessione, disoccupazione e strategie di flexicurity


Lunedì 23 maggio 2011, ore 17.45, Aula 23, Massimo MANCINI - ISTAT
Introduce: Marcello Signorelli, Università di Perugia

Abstract: La flexicurity è una strategia di politica economica che cerca di conciliare le richieste di
flessibilità provenienti dalle imprese con la protezione dei lavoratori, quest’ultima da
realizzare attraverso strumenti di sostegno al reddito per chi perde il lavoro e con
l’attuazione di politiche attive per favorire le transizioni nel mercato del lavoro. I principi
alla base della flexicurity sono stati recentemente riaffermati nell’ambito della strategia di
Europa 2020.
La grande recessione che ha colpito le principali economie mondiali nel biennio 2008-09 ed
europee ha costituito una sorta di test per la flexicurity. Nel recente passato, infatti, erano
stati sollevati dubbi sull’effettivo funzionamento di mercati del lavoro ispirati ai principi di
flexicurity perlomeno nei periodi di contrazione e debolezza dell’attività economica (Auer). Il
paese europeo dove il mercato del lavoro ha reagito meglio alla caduta dell’attività
economica è stata la Germania, che si caratterizza per una certa rigidità nella legislazione sui
licenziamenti in apparente contrasto con i principi alla base della flexicurity.
Nel corso della recessione, infatti, le possibilità di poter cambiare rapidamente lavoro (per
gli occupati) e di poter trovare un’occupazione per chi è disoccupato (anche attraverso il
potenziamento della capacità di inserimento professionale di ciascun individuo) sono
drasticamente diminuite in tutto il continente europeo. Questo ha provocato un
riorientamento nella definizione della strategia della flexicurity: l’enfasi, rivolta dapprima
verso la possibilità di trovare un’occupazione in ogni stadio della propria vita attiva, si è
trasferita sulla rimodulazione degli orari, sull’organizzazione del lavoro e sugli strumenti che
favoriscono la riduzione temporanea dell’orario e i layoff temporanei (con integrazione del
salario finanziata, in tutto o in parte, dalla fiscalità generale).
Tali strumenti, la cui regolamentazione differisce sensibilmente da paese a paese e tra i quali
si annoverano la nostra Cassa integrazione guadagni e il Kurzarbeit in Germania, sembrano
aver contribuito a mitigare la distruzione di posti di lavoro provocata dalla recessione.

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